Confronto tra universi. La comprensione dell'universo attraverso la sua emanazione digitale.
"La verità è ciò che abbiamo capito della realtà" — Filippo Albamonte
Il Cisrealismo è teoria e pratica artistica che considera il reale come un campo informazionale non riducibile, in cui l'osservatore come operatore di estrazione attiva configurazioni del reale attraverso il proprio atto di osservazione.
La realtà non coincide con la verità: la realtà è il campo informazionale unico, mentre la verità è l'esito parziale non sovrapponibile dell'estrazione operata dall'osservatore.
La realtà non è data, ma si configura come un flusso di informazioni che si organizza in verità parziali autonome: queste non sono deviazioni, ma condizioni concrete dell'esperienza del reale da parte dell'osservatore: reali, pur nella loro parzialità. La conoscenza non deriva dall'attraversamento della realtà, ma dalle condizioni di osservabilità che la rendono configurabile. Per questo il Cisrealismo introduce la "parallelizzazione": una tecnica artistica in cui piani distinti di espressione (digitali, pittorici, informazionali, materiali) vengono mantenuti simultaneamente visibili e strutturalmente separati su superfici trasparenti.
L'opera cisreale non rappresenta il reale e non lo riproduce come immagine: dispone condizioni operative della sua estrazione. Essa costruisce interfacce comparative tra condizioni simultanee di verità, in cui immagine, generazione e osservazione emergono come forme co-presenti, rendendo visibili differenti soglie informative del reale.
Il digitale non è né strumento né linguaggio, ma una delle forme attraverso cui il reale si manifesta come processo operativo. Il Cisrealismo non appartiene alla genealogia dell'arte digitale, né alle pratiche immersive o rappresentazionali contemporanee. Non opera sulla traduzione del reale in immagine, ma sulla co-presenza strutturale dei livelli di verità come condizione di conoscenza. Il Cisrealismo non descrive il mondo: lo espone nella sua simultaneità non attraversabile.
Il Cisrealismo considera il reale come un campo informazionale unico che non si rappresenta, ma si osserva come processo di estrazione.
L’artista non attraversa i livelli di realtà: li dispone simultaneamente davanti all’osservatore. La conoscenza non nasce dal passaggio tra livelli di realtà, ma dalla loro esposizione simultanea come condizioni operative di osservazione.
Per questo il Cisrealismo introduce la “parallelizzazione”: una tecnica artistica in cui piani di realtà distinti (digitali, pittorici, materiali, informazionali) vengono mantenuti separati ma simultanei attraverso strutture fisiche. Non si tratta di immersione, né di rappresentazione del reale, ma della configurazione operativa delle condizioni attraverso cui il reale viene estratto.
L’opera cisreale non rappresenta e non immerge: dispone. Essa costruisce interfacce tra livelli di realtà, producendo cortocircuiti cognitivi tra apparenza e struttura, non sul piano percettivo ma interpretativo.
Il digitale non è uno strumento, ma una delle forme operative del reale stesso. Un’opera cisreale non mostra: mette in tensione. IL CICLO QUANTISTICO ASSORBE I CONCETTI CISREALISTICI E LI DECLINA NEL RAPPORTO NON PIU' BINARIO CLASSICO MA QUBIT
Il Cisrealismo è una teoria filosofica che assume l’esistenza di un unico essere totale, privo di esterno e di reale molteplicità ontologica.
Tempo, spazio e divenire non sono strutture indipendenti, ma modalità dell’auto-esplicitazione dell’essere, attraverso cui il reale si manifesta e si auto-conosce senza mai esaurirsi in una singola configurazione.
Il cambiamento non implica produzione ontologica, ma non-esaustività strutturale delle forme di esplicitazione dell’unico reale, affrontando i principali nodi della tradizione metafisica occidentale, tra cui la questione del divenire, il rapporto tra essere ed ente, e alcune categorie fondamentali dell’interpretazione scientifica della realtà fisica, quali la genesi di spazio e tempo e il concetto di energia come modalità del manifestarsi del reale.
In questo quadro, il Cisrealismo costituisce la base teorica dell’Arte Cisreale, con particolare riferimento alle forme contemporanee di manifestazione del reale in relazione all’universo digitale.
L’Arte Cisreale è un sistema di ricerca artistica che indaga le modalità attraverso cui il reale si costituisce come relazione tra informazione, forma e auto-osservazione. Non utilizza il digitale esclusivamente come strumento di produzione, ma come ambito ontologico autonomo, nel quale il codice non rappresenta semplicemente l’immagine, ma ne costituisce il livello informazionale costitutivo, ossia la sua dimensione non fenomenica (noumeno digitale).
In questo quadro, il rapporto tra opera e osservatore non è esterno, ma interno alla struttura dell’opera stessa: ciò che viene percepito non è un oggetto dato, ma una modalità di esplicitazione del reale.
Tecnica trasversale: Parallelizzazione
Elemento caratterizzante del sistema è la Parallelizzazione, una tecnica che dispone elementi visivi su piani spaziali trasparenti e distanziati, generando relazioni percettive stratificate. Tale dispositivo consente l’emergere di rapporti tra immagine, informazione e osservatore, senza riduzione a un unico piano rappresentativo..
Struttura dei cicli:
L’Arte Cisreale si articola in cinque cicli operativi.
Cinque cicli di ricerca che articolano l'universo poetico e concettuale del Cisrealismo, dall'essere fondamentale alla scomposizione quantistica.
Nota concettuale l’Arte Cisreale non utilizza tecnologie digitali come strumenti espressivi, ma interroga il digitale come struttura ontologica: non come mezzo di produzione dell’opera, ma come modalità attraverso cui il reale si auto-esplicita e si auto-conosce.
Figure d’interferenza
Il codice generativo produce forme visive in cui l’immagine emerge come interferenza tra informazione digitale e sua manifestazione materiale.
Ciclo sociologico della fruizione
Indaga la trasformazione dell’esperienza estetica contemporanea, dove registrazione e memoria sostituiscono spesso la visione diretta, generando un paradosso percettivo.
Ciclo del backstage
Attraverso la Parallelizzazione, un dipinto astratto e la sua immagine fotografica su supporto trasparente vengono posti in relazione spaziale. Il dipinto costituisce il fronte dell’opera, mentre la fotografia funge da superficie retrofrontale visibile in trasparenza. Si genera una condizione opistoriflessa, in cui fronte e retro dell’immagine coesistono nello stesso campo percettivo.
Ciclo dei codici
La rappresentazione perde la dimensione iconografica e mantiene la sola struttura informazionale, che diventa forma visibile. Il codice non descrive l’immagine, ma ne costituisce la manifestazione, attivando una doppia modalità di lettura: umana e macchina.
Ciclo quantistico
L’opera diventa un campo percettivo dinamico in cui la forma emerge in relazione alla posizione dell’osservatore. La stabilità dell’immagine si costituisce come effetto di una configurazione relazionale.
Un volume che costruisce l'edificio teorico del Cisrealismo dalla fondamenta: dalla genesi del concetto alle sue applicazioni critiche, dall'analisi dei cicli alla filosofia dell'arte nell'epoca del codice.
Per informazioni sulle opere, le esposizioni, il volume critico e le possibilità di collaborazione istituzionale.